Opera

“Il viaggio a Reims” al Filarmonico

Anteprima sulla stagione invernale di Verona, finalmente delineata. Il capolavoro di Rossini sarà proposto in versione "graphic novel" con i cartoon di Joshua Held e la regia di Maestrini, che già avevano firmato un divertente "Barbiere". Apertura con una "Turandot" proveniente da Maribor. Sei i titoli, a cui si aggiunge la stagione sinfonica con nove concerti ciascuno in due repliche

Sarà Turandot,  l’opera incompiuta di Giacomo Puccini, nella produzione del teatro sloveno di Maribor, lo spettacolo inaugurale della stagione d’opera al Filarmonico di Verona. Sipario, come da recente tradizione, la sera di Santa Lucia, il prossimo 13 dicembre. Quella sarà anche la riapertura del teatro dopo la “serrata” di ottobre e novembre, fulcro del durissimo piano di ristrutturazione messo a punto dal commissario straordinario della Fondazione Arena, Carlo Fuortes. Nonostante la crisi, sarà una stagione ricca, che anticipiamo qui nei suoi elementi principali. Sei le opere, dato che non si prevedono più gli spettacoli di danza che erano parte integrante (e seguita) della rassegna, inevitabile conseguenza della smobilitazione del corpo di ballo. I titoli del programma messo a punto dal direttore artistico Paolo Gavazzeni comprendono anche I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, Norma e I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, Tosca di Puccini e Il viaggio a Reims di Gioachino Rossini. Una nuova produzione è prevista per questa straordinaria Cantata scenica del pesarese, scritta nel 1825 per l’incoronazione del re Carlo X in Francia e riesumata nella sua interezza solo nel 1984 al Rossini Opera Festival: la regia sarà di Pier Francesco Maestrini, cartoon e proiezioni animate a cura di Joshua Held, già protagonista di una riuscitissima edizione del Barbiere di Siviglia vista al Filarmonico nell’aprile 2015. Opera in versione “graphic novel”, insomma: innovativa ma capace di parlare a ogni tipo di pubblico.

Repertorio “prudente”, in ogni caso. Dominano i titoli popolari (e gli allestimenti sostanzialmente tradizionali). Quelli che lo sono meno (le opere di Bellini e Rossini) sono comunque legati alla grande tradizione italiana del primo Ottocento, che esalta la vocalità spesso in chiave virtuosistica. Molto importanti saranno quindi le scelte dei cast. In parallelo, Gavazzeni – che si è visto prolungare l’incarico di consulente artistico in “sincrono” con la durata dell’incarico del commissario Fuortes, e rimarrà dunque operativo fino alle metà del prossimo ottobre – sta mettendo a fuoco anche la stagione sinfonica, che dovrebbe consistere di nove concerti, ciascuno in doppia replica. A conti fatti, la stagione invernale dovrebbe articolarsi in 42 alzate di sipario (quattro repliche per ogni opera più i concerti). Praticamente, come se nulla fosse accaduto. E questo è indubbiamente un bel segnale, nonostante i numerosi elementi di incertezza e di proccupazione, sul fronte “interno” veronese come su quello nazionale. Un segnale che corrisponde del resto alle affermazioni di principio di Fuortes nella relazione al bilancio 2015, molto attente a sottolineare l’importanza irrinunciabile dell’attività al Filarmonico. Il documento contabile e i suoi allegati sono ora finalmente a disposizione anche sul sito di Fondazione Arena, dopo che una decina di giorni fa il quotidiano on line Vvox li aveva resi pubblici in anteprima.

Nella foto, una scena del Barbiere di Siviglia in “graphic novel” visto al Filarmonico di Verona nell’aprile 2015.